ReLife: re-introduzione di Patella ferruginea nelle Aree Marine Protette liguri mediante ripopolamento e riproduzione controllata

Iniziato ad ottobre 2016 e cofinanziato dall’Unione Europea tramite lo strumento finanziario LIFE (LIFE 15 NAT/IT/000771), il progetto RELIFE coinvolgerà fino al 2020 tutte le Aree Marine Protette liguri (AMP di Portofino, Bergeggi e Cinque Terre) oltre a quella di Tavolara-Punta Coda di Cavallo, l’Acquario di Genova e l’Università degli Studi di Genova (Distav), con la collaborazione dell’Università degli Studi di Sassari (DipNetT) ed il supporto di Softeco Sismat IT Company. Grazie al prelievo di esemplari adulti dall’AMP sarda, dove attualmente si può osservare una discreta popolazione, esso mira alla re-introduzione di questo mollusco gasteropode in Liguria nel suo habitat naturale, dove le principali cause della sua estinzione sono state eliminate: il prelievo da parte dell’uomo come prodotto alimentare o esca per la pesca all’amo e l’inquinamento ambientale.

Patella ferruginea (Ribbed Limpet, in inglese) si è originò circa 20 milioni d’anni fa e le sue dimensioni (fino a 9 cm di diametro) la rendono di fatto una delle più grandi patelle del Mediterraneo, ma purtroppo anche uno degli invertebrati più a rischio d’estinzione dell’intero bacino. Infatti, se un tempo era molto diffusa, oggi sopravvive solo in aree ristrette di quello occidentale (Coste di Maghreb, Mare di Alborán, sud della Spagna, Corsica, isole della Toscana e, appunto, nord-est della Sardegna). Per questo è protetta da ben due convenzioni internazionali (di Berna e di Barcellona) ed una direttiva europea (Dir. Habitat 92/43/CEE, in cui il progetto rientra contribuendo alla conservazione e tutela degli Habitat della Rete Natura 2000). Inoltre, essendo anche un organismo endemico e raro, è anche considerata come un valido indicatore del “buono stato ambientale” dalla Strategia Marina Italiana (Dir. 2008/56/CE).

Il progetto consiste in varie fasi (“Azioni”) sia di pianificazione che d’intervento, quali ad esempio il preliminare studio dell’ambiente dei siti donatori e riceventi effettuato al suo inizio) ed i successivi monitoraggio e valutazione del recupero delle funzioni ecosistemiche e dell’impatto socio-economico (che continueranno anche oltre la sua fine). Inoltre, esso persegue altri tre fondamentali obiettivi parallelamente a quello principale del ripopolamento, in particolare:

  • la definizione di un protocollo di trasferimento dalle zone ad alta densità a quelle scarsamente popolate
  • l’elaborazione di procedure e tecnologie di acquacoltura (da cui novellame per altre potenziali aree)
  • l’incremento della conoscenza e consapevolezza del problema ambientale, anche con eventi e attività che sottolineino il valore delle AMP, in generale, e quello di un ripopolamento attivo, in particolare

Ad oggi, molto lavoro è già stato fatto, mentre alcuni aspetti tecnici e/o scientifici sono ancora in fase investigazione e miglioramento. Ad esempio, la prima fase del progetto, che prevedeva il trasloco di esemplari dalla Sardegna alla Liguria, è ancora in corso; in seguito, dopo un necessario periodo di ri-acclimatazione dei nuovi arrivati in apposite vasche, si cercherà di farli riprodurre in laboratorio al fine di ottenere tanti più giovanili possibile da portare sia nelle zone a protezione integrata delle tre AMP regionali che nello stock originario dell’AMP sarda.

 

Relife partecipa anche ad un’iniziativa di RAMOGE (www.ramoge.org, un accordo tra i Governi Italiano, Francese ed il Principato di Monaco sulla protezione dell’ambiente marino e costiero tra le zone costiere della Liguria, Provenza e Montecarlo),  ovvero una campagna estiva di sensibilizzazione pubblica volta anche a stimolare una partecipazione attiva alla conservazione non solo della patella ma anche di altre specie significative in tale area. In particolare, chiunque avvisti una Patella ferruginea lungo le coste RAMOGE (ma anche altrove nel Mediterraneo occidentale) è invitato a inviare una segnalazione con foto alla pagina facebook di RAMOGE (https://www.facebook.com/accordramoge/). Gli esperti potranno confermare, così, se effettivamente si tratta di un esemplare di questa specie.

Appunto, come riconoscere una Patella ferruginea, distinguendola da altre specie di patelle “coinquiline” dello stesso habitat? Alcune sue più evidenti caratteristiche sono relazionabili per lo più alla sua conchiglia (oltre alle sue dimensioni):

– La forma: conica (a “cappellino cinese”), con 30-50 costolature radiali molto spesse
– I bordi: dentellati
– Il colore: dal bruno al rosso-ruggine

In caso di ritrovamento di un esemplare (la cui raccolta, si ricordi, è vietata), si prega di non staccarlo dallo scoglio bensì lasciarlo nel suo ambiente naturale: l’animale ringrazierà e l’ecosistema ne beneficerà!

Adulto di Patella ferruginea (archivio UniGe-DISTAV)

INFORMAZIONI & APPROFONDIMENTI
Sito-web (IT): www.re-lifeproject.eu/it/
Contatti:
– Coordinatore di progetto
Dir. AMP Portofino Giorgio Fanciulli
direttore@portofinoamp.it
– Coordinatore scientifico
Dott.ssa Maria Chiara Chiantore
mariachiara.chiantore@unige.it

PROJECT PARTNERS



Francesca Maria Mineo, Biol. Marina/Comune di Bergeggi – Settore AMP Isola di Bergeggi
b.ampbergeggi@comune.bergeggi.sv.it mineo.francescamaria@gmail.com

mappa area marina protetta bergeggi